Archillect, il curatore digitale inventato dal crypto artist Murat Pak

    Archillect, il curatore digitale inventato dal crypto artist Murat Pak

    Il crypto artista Murat Pak ha inventato un archivio digitale gestito da un algoritmo

    Può un algoritmo avere senso estetico?

    E’ questa la domanda che Murat Pak, progettista, grafico e artista turco, si è posto prima di inventare Archillect.

    Murat Pak è l’artista digitale scelto da Sotheby’s per il suo debutto nel mercato NFT. “The Fungible Collection”, rilasciata sulla piattaforma Nifty Gateway.

    Archillect (“Archive” + “Intellect”) è la sua più celebre invenzione risalente al 2014 – Pak è attivo nell’arte digitale da oltre vent’anni.

    Si tratta di un algoritmo capace di scegliere e pubblicare immagini suggestive secondo i canoni estetici dei follower che lo seguono sui principali social media – attualmente Archillect è presente su Twitter, Instagram, Telegram, Facebook e Pinterest.

    Archillect è capace infatti di registrare i gusti delle persone prendendo in considerazione il numero di condivisioni e di like sui social

    L’aspetto interessante di Archillect sta nell’autonomia.

    E’ vero che è stato l’artista Pak a creare l’algoritmo che realizza l’archivio, ma il codice è indipendente e seleziona le immagini negli archivi di Tumblr, Flickr e 500px basando la ricerca su poche parole chiave e cercando di ottimizzare la scelta in base al reach potenziale e al sentimento del suo pubblico.

    Lo stesso Pak afferma: “Archillect’s curation process is completely automated. She is a living inspiration archive. She is a digital muse.” / “Il processo di curatela di Archillect è completamente automatizzato. È un archivio di ispirazione vivente. È una musa digitale.”

    Un altro tratto distintivo di Archillect è l’estetica fredda, quasi metallica.

    Nessuna foto è accompagnata da testi. Il tono curatoriale è algido, le immagini sono astratte e belle ma quasi prive di ogni emotività. Non a caso i toni dominanti sono i grigi, azzurri, neri, quasi monocromi e dalle linee geometriche, come ad esternare un’anima fredda e sintetica propria di una macchina.

    Archillect non comunica in maniera intellegibile ma solo allusiva: rimanda ai desideri nascosti, ai sogni inespressi della comunità.

    A differenza di un essere umano la sua scelta non è limitata dal tempo disponibile né dipende da fattori emotivi. 

    Non pubblica foto quando ha tempo o quando vuole condividere un ricordo bello o brutto. Non ha sentimento e opera automaticamente. Sceglie, valuta, pubblica, apprende e si perfeziona strada facendo.

    E l’attribuzione?

    Il problema delle fonti e della tutela della paternità delle immagini è molto sentito da Archillect. C’è un grande impegno nella ricerca di diversi metodi per individuare la fonte reale del contenuto e salvaguardare il diritto d’autore.

    Tra questi Archillinks, un account / bot dedicato che trova le fonti originarie e alternative attraverso ricerche sul web.

    Se su social come Facebook e Instagram il link alle fonti viene inserito in modo automatico nella didascalia, su Twitter è stato creato un account separato @Archilink in cui per ogni immagine pubblicata vengono inseriti i link relativi alla fonte originaria e a quelle derivate.

    Photo Credits: https://archillect.com/archive

    E tu, sei pronto a conoscere Archillect?

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